SENTENZE RECENTI

RESPONSABILITA’ E RISARCIMENTO: danno biologico e morale (non patrimoniale); attribuzione del danno biologico e di una ulteriore somma per la sofferenza interiore. “Non costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione del risarcimento del danno biologico, quale pregiudizio che esplica incidenza sulla vita quotidiana e sulle attività dinamico-relazionali del soggetto, e di un’ulteriore somma a titolo di ristoro del pregiudizio rappresentato dalla sofferenza interiore (cosiddetto danno morale, sub specie di dolore dell’animo, vergogna, disistima di sè, paura, disperazione), con la conseguenza che, ove dedotto e provato, tale ultimo danno deve formare oggetto di separata valutazione e liquidazione”. (Sezione III, sentenza 4 febbraio 2020 n. 2454 ).

RESPONSABILITA’ E RISARCIMENTO: danno biologico e morale (non patrimoniale); morte causata da un illecito. “In tema di danno non patrimoniale risarcibile in caso di morte causata da un illecito, il danno morale terminale e quello biologico terminale si distinguono, in quanto il primo (danno da lucida agonia o danno catastrofale o catastrofico) consiste nel pregiudizio subito dalla vittima in ragione della sofferenza provata nel consapevolmente avvertire l’ineluttabile approssimarsi della propria fine ed è risarcibile a prescindere dall’apprezzabilità dell’intervallo di tempo intercorso tra le lesioni e il decesso, rilevando soltanto l’intensità della sofferenza medesima; mentre il secondo, quale pregiudizio alla salute che, anche se temporaneo, è massimo nella sua entità e intensità , sussiste, per il tempo della permanenza in vita, a prescindere dalla percezione cosciente della gravissima lesione dell’integrità personale della vittima nella fase terminale della stessa, ma richiede ai fini della risarcibilità, che tra le lesioni colpose e la morte intercorra un apprezzabile lasso di tempo”. (Sezione III, ordinanza 13 febbraio 2020 n. 3557)

RESPONSABILITA’ CIVILE:
Furto in appartamento durante i lavori di ristrutturazione.
“Nell’ipotesi di furto in appartamento condominiale, commesso con accesso dalle impalcature installate in occasione della ristrutturazione dell’edificio, è configurabile la responsabilità dell’imprenditore ex art.2014 c.c., per omessa ordinaria diligenza nella adozione delle cautele atte ad impedire l’uso anomalo dei ponteggi, nonché la responsabilità del condominio, ex art. 2051 c.c., per l’omessa vigilanza e custodia, cui è obbligato quale soggetto che ha disposto il mantenimento della struttura” (Cass. civ. Sez. VI – 3 Ord., 22/10/2018, n. 26691).

DANNI IN MATERIA CIVILE: morte o lesione del congiunto.
“Il danno non patrimoniale da uccisione del congiunto, quale tipico danno – conseguenza non coincide con la lesione dell’interesse (ovvero non è in re ipsa) e come tale deve essere allegato e provato da chi chiede il relativo risarcimento; tuttavia trattandosi di pregiudizio che si proietta nel futuro è consentito il ricorso a valutazioni prognostiche ed a presunzioni sulla base degli elementi obiettivi che è onere del danneggiato fornire. La sua liquidazione avviene in base a valutazione equitativa che tenga conto dell’intensità del vincolo familiare, della situazione di convivenza e di ogni ulteriore utile circostanza, quali la consistenza più o meno ampia del nucleo familiare, le abitudini di vita, l’età della vittima e dei singoli superstiti e di ogni ulteriore circostanza allegata”. (Cass. civ. Sez. III Ordinanza, 17/01/2018, n. 907).

DANNI IN MATERIA CIVILE: la responsabilità del centro estetico.
“Il centro estetico risponde dei danni da epilazione a luce pulsata. E’ quanto affermato da una sentenza del  che ha riconosciuto il danno biologico derivato da un errato intervento di epilazione ad alta intensità nelle zone inguinali e nelle gambe ad una donna che aveva subito per effetto dello stesso delle lesioni cutanee” (Tribunale di Verona, 20.02.18)

DANNI IN MATERIA CIVILE:
“non c’è responsabilità della scuola se l’infortunio allo studente è avvenuto nello svolgimento della attività sportiva, durante una normale azione di gioco, alla presenza dell’insegnante. E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, richiamando peraltro la sentenza n. 6844/2016. Per il  Supremo Collegio, in materia di risarcimento danni per responsabilità civile conseguente ad un infortunio sportivo subito da uno studente all’interno della struttura scolastica durante le ore di educazione fisica, incombe sullo studente l’onere di provare l’illecito commesso da altro studente e sulla scuola l’onere di non aver potuto evitare, pur avendo predisposto le necessarie cautele, il verificarsi del danno. Precisa la Corte che non può essere addebitata alla scuola la condotta tenuta in una fase di gioco rientrante nella normalità della pratica in un determinato sport. Nel caso di specie l’alunna si è procurata una distorsione a un dito nel ricevere la palla schiacciata da una sua compagna, durante la partita di pallavolo”.  Cass. Civ., Sez, VI, ord. 05.06.2018 n. 14355.