RISARCIMENTO DANNI STRADALI

Il sinistro stradale si verifica nel caso di investimento di una persona da parte di un autoveicolo, di scontro tra due o più automezzi o tra un automezzo ed una bicicletta.

Se dal sinistro stradale derivano danni alle persone (lesioni o decesso) o alle cose (automobile, moto ecc.) è possibile chiedere il risarcimento dei danni subiti.

L’avvocato Silvio Viviani si occupa da anni di fare ottenere il massimo risarcimento dei danni ai propri assistiti nel più breve tempo possibile.

CIRCOLAZIONE STRADALE
“In tema di sinistri stradali in caso di scontro tra veicoli, la presunzione di pari responsabilità prevista dall’art. 2054 c.c. ha carattere sussidiario, dovendosi applicare soltanto nel caso in cui sia impossibile accertare in concreto il grado di colpa di ciascuno dei conducenti coinvolti nel sinistro; l’accertamento della intervenuta violazione, da parte di uno dei conducenti, dell’obbligo di dare la precedenza, non dispensa il giudice dal verificare il comportamento dell’altro conducente per stabilire se quest’ultimo abbia a sua volta violato o meno le norme sulla circolazione stradale. (Genova Sez. II Sent., 14/02/2018). 
 
CIRCOLAZIONE STRADALE
“In tema di sinistri stradali l’eventuale confessione, contenuta nel modulo di constatazione amichevole del sinistro sottoscritto dal responsabile del danno proprietario del veicolo assicurato e, come tale, litisconsorte necessario, non ha valore di piena prova nemmeno nei confronti del confitente, dovendo essere liberamente apprezzata dal Giudice, in applicazione della regola racchiusa nell’art. 2733, comma 3, c.c., secondo cui, in caso di litisconsorzio necessario, la capacità probatoria della confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti è, per l’appunto, affidata alla prudente valutazione del giudice”. (Trib. Ferrara, 05/01/2018).
 
CIRCOLAZIONE STRADALE

“Quando sia certo che la vittima di lesioni personali causate da un sinistro stradale, abbia perduto la capacità di guadagno, il conseguente danno patrimoniale può essere liquidato dal giudice ponendo a base del calcolo il triplo della pensione sociale anche quando il danneggiato non abbia provato l’entità del reddito perduto, costituendo tale criterio una soglia minima del risarcimento”. (Trib. Grosseto, 15/09/2016).

CIRCOLAZIONE STRADALE – RESPONSABILITA’ CIVILE

“In materia di responsabilità civile da sinistri derivanti dalla circolazione stradale, in caso di investimento di pedone la responsabilità del conducente è esclusa quando risulti provato che non vi era, da parte di quest’ultimo, alcuna possibilità di prevenire l’evento, situazione ricorrente allorché il pedone abbia tenuto una condotta imprevedibile ed anormale, sicché l’automobilista si sia trovato nell’oggettiva impossibilità di avvistarlo e comunque di osservarne tempestivamente i movimenti. Tanto si verifica quando il pedone appare all’improvviso sulla traiettoria del veicolo che procede regolarmente sulla strada, rispettando tutte le norme della circolazione stradale e quelle di comune prudenza e diligenza”. [Tribunale Rieti Sent., 27/11/2018]

CIRCOLAZIONE STRADALE:

Sinistro stradale, risarcimento pieno se la domanda è fatta “come terzo trasportato”. 

In tema di sinistri stradali, il terzo trasportato può chiedere l’integrale risarcimento del danno patito a ciascuno dei responsabili, invocando sin da principio la propria posizione di passeggero. Ad affermarlo è la Cassazione, per la quale, dunque, il trasportato può pretendere il risarcimento integrale da uno qualsiasi tra i due responsabili in virtù del principio generale della solidarietà tra i coautori di un fatto illecito, di cui all’art. 2055 del Cc, senza che rilevi, ai fini della riduzione del risarcimento, la diversa gravità delle rispettive colpe dei corresponsabili o la diseguale efficienza causale di esse, essendo però necessario che “tale risarcimento sia richiesto utilizzando come causa pretendi la posizione di trasportato”.

CIRCOLAZIONE STRADALE:

In caso di danno al neonato ne rispondono anche i genitori.

Ferma la responsabilità del conducente, ai sensi del combinato disposto degli articoli 2054 del codice civile e 172 del Cds, il quale risponde del mancato uso dei sistemi di ritenzione da parte del trasportato, esiste anche la responsabilità di coloro che erano tenuti alla sorveglianza del minore, integrando la circolazione del neonato in condizione di insicurezza, la violazione degli obblighi di custodia, diligente e prudente, direttamente gravante sui genitori. Tale responsabilità poggia sull’art. 2043 del codice civile, essendo i genitori situati in una prospettiva di doverosità del comportamento in rapporto alla protezione e conservazione della sfera giuridica dei figli minori, sul modello del neminem laedere.                      Sezione III, ordinanza 4 aprile 2019 n. 9349 – Pres. Amendola; Rel. Gorgoni; Ric. X; Controric. X Spa.

 

Muore dopo due giorni dall’incidente va risarcito il danno biologico terminale.

Nel caso in cui tra la lesione e la morte si interponga un apprezzabile lasso di tempo, tale periodo giustifica il riconoscimento, in favore del danneggiato, del cosiddetto danno biologico terminale, cioè il danno biologico stricto sensu (ovvero danno a bene salute), al quale, nell’unitarietà del genus del danno non patrimoniale, può aggiungersi un danno peculiare improntato alla fattispecie “danno morale -terminale”, ovvero il danno da percezione, concretizzabile sia nella sofferenza fisica derivante dalle lesioni, sia nella sofferenza psicologica (agonia) derivante dall’avvertita imminenza dell’exitus, se nel tempo che si dispiega tra la lesione ed il decesso la persona si trovi in una condizione di “lucidità agonica”, in quanto in grado di percepire la sua situazione e in particolare l’imminenza della morte, essendo quindi irrilevante, a fini risarcitori, il lasso di tempo intercorso tra la lesione personale e il decesso nel caso in cui la persona sia rimasta “manifestamente lucida”. È quanto si legge nell’ordinanza n. 21508 della Cassazione del 6 ottobre 2020.
Cassazione civile, sez. VI-3, ordinanza. 6 ottobre 2020, n. 21508