SLV Studio Legale Avvocato Silvio Viviani

L’avvocato Silvio Viviani di Torino segue personalmente i suoi assistiti offrendo tutela legale a 360°. E’ specializzato in risarcimento danni da sinistri stradali e non, recupero crediti su fatture, separazioni e divorzi, sfratti, cause di lavoro, diritto di famiglia e delle successioni. Ha lo studio da più di venti anni in corso Tassoni 25. Chiama subito il n. 011/748.624 per sapere senza impegno il costo minimo del primo appuntamento in studio.

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L’avvocato Silvio Viviani, cassazionista, assiste privati, aziende, amministratori di condominio, artigiani, commercianti e liberi professionisti a Torino e nel resto d’Italia.  

La sua maggior soddisfazione è annoverare tuttora tra i suoi clienti persone, società italiane, multinazionali e amministratori di condominio che a lui si sono affidati agli inizi della sua attività e che continuano ad affidargli sempre nuove pratiche e lo segnalano ai loro colleghi, amici, conoscenti e familiari. 

Quando contattare l’avvocato Silvio Viviani:

se hai avuto (o un tuo familiare ha avuto) un incidente stradale mentre eri a piedi, in bicicletta o in auto per ottenere il massimo risarcimento dei danni.

Se hai emesso una fattura dopo aver svolto un lavoro e non sei stato pagato.

Se sei stato vittima di un errore medico che ha procurato a te o ad una persona a te cara una malattia, una lesione o il decesso per ottenere il massimo risarcimento danni.

Se devi iniziare una pratica di separazione o di divorzio o se il tuo coniuge ha avviato una pratica di separazione o divorzio.

Se sei proprietario di un immobile e devi sfrattare un inquilino che non paga più i canoni, per riottenere al più presto il tuo immobile ed i canoni non pagati.

Se hai bisogno di chiedere una interdizione, un’inabilitazione o un’amministrazione di sostegno per tutelare una persona a te vicina.

Se hai problemi sul lavoro, se non ti è stato pagato lo stipendio o se sei stato ingiustamente licenziato, per ottenere il rispetto dei tuoi diritti.

Se hai qualsiasi problema di diritto e non sai come risolverlo.

Breve curriculum vitae. 

L’avvocato Silvio Viviani si laurea presso l’Università di giurisprudenza di Torino con il massimo dei voti e consegue l’abilitazione alla professione presso la Corte d’appello di Torino. 

Durante gli anni universitari vince una borsa di studio Erasmus grazie alla quale, fra i primi in Italia, può frequentare per un’intera sessione la prestigiosa Università di Maastricht nei Paesi Bassi, ove sostiene numerosi esami in lingua inglese e reperisce materiale per la sua tesi di laurea. Si laurea con il Professor Ivo Caraccioli con una tesi di diritto comunitario. E’ Cultore della materia presso l’Università di Giurisprudenza di Torino. E’ autore di diverse pubblicazioni scientifiche di diritto su riviste specializzate, tra cui “il Fisco” e “Impresa”. E’ stato docente di diritto del lavoro e della sicurezza. E’ membro della Commissione Affari Civili del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino. Riceve regolarmente incarichi da parte del Tribunale di Torino in materia di Eredità giacente e Amministrazioni di sostegno.

 Si riceve solo su appuntamento

COME RAGGIUNGERCI

AUTO: Tangenziale di Torino uscita C.so Regina, proseguire dritto sino in C.so Tassoni, svoltare a destra e proseguire sino al n.25

TRENO: Stazione di Torino Porta Nuova o Torino Porta Susa, quindi prendere Metropolitana direzione “Fermi” e scendere a “Bernini”

MEZZI PUBBLICI: Metropolitana: Fermata Bernini
Linea 9, 16 : Fermanta c.so Tassoni/ Via Migliara.
Linea 13: Fermata c.so Tassoni.

L’avvocato Silvio Viviani fa dell’aggiornamento e della formazione continua uno dei pilastri della sua attività. Ama condividere con i suoi clienti e con i suoi conoscenti le sentenze più recenti sulle materie di cui si occupa.  Di seguito riporta quindi una rassegna di recente giurisprudenza. Buona lettura!

RESPONSABILITÀ E RISARCIMENTO: chi porta il cane a spasso paga i danni anche se non ne è il proprietario.
L’art. 2052 del codice civile prevede una vera e propria responsabilità oggettiva, a carico del proprietario o di chi ha l’uso dell’animale che abbia cagionato danni a terzi, e ciò sulla base del mero rapporto intercorrente con lo stesso, nonché del nesso causale tra il comportamento di questo e l’evento dannoso. Si tratta di una responsabilità presunta che non è fondata sulla colpa, ma sul rapporto di fatto con l’animale. Di talché, risponde il proprietario o chi ha l’uso dell’animale, allorquando dall’istruttoria emerga che il danneggiato non abbia in alcun modo contribuito al prodursi dell’evento (Tribunale di Pordenone – Sezione 2 – Sentenza 12 maggio 2017 n. 333).

RESPONSABILITA’ E RISARCIMENTO:  Personalizzazione del danno solo se vi è la prova.
La personalizzazione del danno non si basa su di un automatismo legato al punto di invalidità, ma postula l’individuazione di circostanze di danno “ulteriori” rispetto a quelle “ordinarie” che sono già compensate dalla liquidazione forfettizzata tabellare. A ricordarlo è la Cassazione, respingendo il ricorso di una donna, rimasta invalida a seguito di un sinistro stradale, che chiedeva di rivedere – ulteriormente- al rialzo la personalizzazione del danno. Secondo i giudici nel caso di specie non c’è stata la prova concreta dell’effettivo (e maggior) pregiudizio sofferto. La personalizzazione, infatti, consegue a fronte di un maggior pregiudizio, che il danneggiato deve dimostrare, rispetto alla generalità dei casi analoghi. Corte di Cassazione – Sezione III civile – Sentenza 29 maggio 2019 n. 14364.

LAVORO:
Frasi sessuali al telefono davanti al collega, sì al licenziamento.
E’ legittima l’applicazione dell’articolo 18, comma 5, per il quadro aziendale che proferisca frasi di natura erotico sessuale al telefono aziendale davanti a un collega. Ad affermarlo è la Cassazione secondo cui tale condotta non può rientrare tra quelle punite con sanzione conservativa dell’articolo 39 del Ccnl, ma allo stesso tempo appare grave ma non integrante un inadempimento di notevole gravità come richiesto dall’articolo 2119 del codice civile, con conseguente applicazione del comma 5 dell’articolo 18 della legge 300/1970.                              Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – Sentenza 28 maggio 2019 n. 14500

RESPONSABILITA’ E RISARCIMENTO:

MEDICAL MALPRACTICE, IL TRIBUNALE DI MILANO LIQUIDA ANCHE I DANNI NON PATRIMONIALI SOTTO FORMA DI RENDITA.

Stante la oggettiva gravità della situazione, il carattere permanente del danno e l’impossibilità di stabilire, in modo oggettivo, una durata presumibile della vita della danneggiata (ormai già in età avanzata), ritiene il Tribunale di provvedere, ai sensi dell’articolo 2057 de Cc, mediante la costituzione di una rendita vitalizia (articolo 1872 del Cc).

RESPONSABILITA’ E RISARCIMENTO:

PER URTO A CASSONETTO SPORGENTE SULLA STRADA RISARCISCONO I DANNI LA SOCIETA’ DI RIFIUTI E IL PROPRIETARIO DELLA STRADA.

Dell’infortunio causato a un motociclista da un cassonetto posto al margine della carreggiata sporgente sulla propria corsia di marcia rispondono a titolo di custodia a norma dell’articolo 2051 del Cc solidalmente l’ente pubblico proprietario della strada e la società appaltatrice del servizio di raccolta dei rifiuti, salvo il concorso di colpa del motociclista nella produzione dell’evento (Cc articoli 2043 e 2051).

PROCESSO CIVILE

GLI S.M.S. E LE MAIL SONO PROVE NEL PROCESSO CIVILE.

Nel processo civile gli sms e le mail hanno piena efficacia di prova. Per il disconoscimento di queste comunicazioni colui contro il quale esse sono prodotte deve dimostrare, con elementi concreti e in maniera circonstanziata ed esplicita, la non rispondenza con la realtà. A ribadire tale regola è la Cassazione che respinge il ricorso di un padre separato “condannato” a pagare la sua quota di retta dell’asilo del figlio, sulla base di un sms nel quale aderiva all’iniziativa dell’iscrizione presa dalla madre del bambino. Per la Corte sia gli sms che le mail hanno lo stesso valore di prova che l’articolo 2712 del codice civile attribuisce alle riproduzioni informatiche.

Corte di Cassazione – Sezione I Civile – Ordinanza 17 luglio 2019 n. 19155

DIRITTO E PROCEDURA CIVILE SCUOLA: INCIDENTE AGLI ALUNNI, SCUOLA RESPONSABILE ANCHE SE C’E’ ESTERNALIZZAZIONE DELLA VIGILANZA. L’esternalizzazione delle funzioni di vigilanza sui minori non comporta un esonero dalla responsabilità del Miur, in quanto sussiste sempre per l’istituto scolastico un dovere di protezione nei confronti degli alunni, che permane sino a quando il minore non passa sotto la sorveglianza del genitore. Ad affermarlo è la Cassazione che conferma la responsabilità del Ministero per un episodio dannoso verificatosi all’uscita della scuola, nonostante vi era una cooperativa incaricata di vigilare sull’uscita degli alunni. Nello specifico, si trattava di un incidente occorso a un bambino il quale, mentre correva verso l’uscita della scuola, urtava la mano sulla vetrata della porta d’ingresso procurandosi un taglio al polso con rottura di tendini e nervi e con importanti residui postumi invalidanti e permanenti. Per la Corte il dovere di protezione permane in capo all’istituto scolastico “fino a che non intervenga un altro soggetto ugualmente responsabile, chiamato a succedere nell’assunzione dei doveri connessi alla relativa posizione di garanzia”.  Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – Ordinanza 26 luglio 2019 n. 20285.

STATUS E CAPACITA’

PER LA RETTIFICAZIONE DEL SESSO NEI REGISTRI DELLO STATO CIVILE NON è OBBLIGATORIO L’INTERVENTO CHIRURGICO DEMOLITORIO O MODIFICATIVO.
Per ottenere la rettificazione del sesso nei registri dello stato civile non è obbligatorio l’intervento chirurgico demolitorio o modificativo dei caratteri sessuali anatomici primari. Invero, l’acquisizione di una nuova identità di genere può essere il frutto di un processo individuale che non ne postula la necessità, purché la serietà e univocità del percorso scelto e la compiutezza dell’approdo finale sia oggetto, ove necessario, di accertamento tecnico in sede giudiziale. Il trattamento chirurgico, dunque, costituisce solo una delle possibili tecniche per realizzare l’adeguamento dei caratteri sessuali, in quanto è rimessa al singolo la scelta delle modalità attraverso le quali realizzare, con l’assistenza del medico e di altri specialisti, il proprio percorso di transizione, il quale deve comunque riguardare gli aspetti psicologici, comportamentali e fisici che concorrono a comporre l’identità di genere. Ciò posto, alla luce dell’interpretazione costituzionalmente orientata degli articoli 1 e 3 della legge 164/1982, il Tribunale ha ritenuto di accogliere la domanda di immediata rettificazione dei dati anagrafici dell’attrice, in quanto gli elementi raccolti in giudizio, quali l’audizione della stessa, le produzioni documentali e le dichiarazioni del padre, hanno fornito adeguato riscontro del compiuto percorso di transizione femminile a maschile, nonché della serietà, definitività e irreversibilità della decisione. (Tribunale di Milano, sezione I civile, sentenza 7-13 febbraio 2019 n. 1431).

LAVORO : RITORSIVO IL LICENZIAMENTO AL RIENTRO DALLA MALATTIA IN ASSENZA DI ALTRE GIUSTIFICAZIONI.
E’ ritorsivo il licenziamento intimato al lavoratore al ritorno da una lunga malattia, se il “giustificato motivo oggettivo” addotto dal datore di lavoro si rivela infondato. A precisarlo è la Cassazione bocciando il ricorso di una Srl, attiva nel settore dell’oreficeria, contro la decisione della Corte di merito, che aveva disposto la reintegra ed il risarcimento del danno per un operaio specializzato, assunto con mansioni di incisore pantografista, al rientro in servizio dopo una assenza di oltre sette mesi, il quale aveva ricevuto una lettera di licenziamento motivata con la “scelta organizzativa” di chiudere il settore bigiotteria, argenteria e ottone per il calo di commesse. Circostanze rivelatesi però non vere e smentite altresì dalla successiva assunzione di un altro dipendente. Corte di Cassazione- Sezione Lavoro – Sentenza 23 settembre 2019 n. 23583.

RESPONSABILITA’ COSE IN CUSTODIA.
SINISTRI STRADALI, LA ASL PAGA I DANNI CAUSATI DAL RANDAGISMO.
La responsabilità civile per i danni causati da cani randagi spetta all’ente cui è attributo dalle singole leggi regionali, in attuazione della legge quadro 281/1991, il dovere di prevenire il pericolo per l’incolumità pubblica attraverso la cattura e la custodia di animali. In particolare, per la Regione Campania questo compito è affidato all’Asl, che è perciò tenuta a risarcire i danni provocati dai cani randagi. Ad affermarlo è la Cassazione che, in relazione al fenomeno del randagismo, ha rimarcato la ripartizione delle responsabilità tra Asl e Comuni, spettando a questi ultimi solo il compito di munirsi di canili ove ricoverare. Corte di Cassazione – Sezione III civile – Ordinanza 10 settembre 2019 n. 22522

RESPONSABILITA’ E RISARCIMENTO
Intervento di chirurgia estetica – Danno conseguente – Responsabilita’ del chirurgo – omessa adeguata informazione del paziente sui rischi dell’intervento.
La responsabilita’ del chirurgo in relazione al danno conseguente all’eseguito intervento di chirurgia estetica, al quale sia seguito un inestetismo più grave di quello che si mirava a eliminare o attenuare, è conseguente all’accertamento che il paziente non sia stato adeguatamente informato di tale possibile esito, ancorché l’intervento risulti correttamente eseguito. Il paziente, infatti, con la chirurgia estetica, insegue un risultato non declinabile in termini di tutela della salute, circostanza che fa presumere come il consenso all’intervento non sarebbe stato prestato se egli fosse stato compiutamente informato dei relativi rischi, senza che sia necessario accertare quali sarebbero state le sue concrete determinazioni in presenza della dovuta informazione. Nel caso di specie, si trattava dei danni patiti da una donna in conseguenza del non corretto intervento chirurgico estetico di “mastoplastica additiva correttiva”, in relazione al quale il modulo di consenso informato risultava del tutto carente, non facendo alcun riferimento ai possibili rischi, effetti collaterali e controindicazioni. Tribunale di Palermo, sezione III civile, sentenza 4-6 giugno 2019 n. 2821 – Giudice Notaro

RISARCIMENTO E RESPONSABILITA’

Scuola responsabile se lo studente è colpito dall’apertura improvvisa della finestra. L’amministrazione scolastica è responsabile, ex articoli 2048 e 2051 del codice civile, se la finestra di tipo “vasistas”, cioè con i cardini nella parte inferiore, non correttamente chiusa e sprovvista del braccio Newton, si apre improvvisamente e colpisce al capo uno studente. Si tratta, infatti, di un evento non imprevedibile. Ad affermarlo è la Cassazione che conferma la responsabilità del Miur per l’accaduto, in quanto un tale evento non ha i caratteri dell’imprevedibilità. Corte di Cassazione Sezione VI civile – ordinanza 19 novembre 2019 n. 29947

CONDOMINIO: con i contabilizzatori ripartizione solo su consumi.

Nel condominio, se è presente il sistema di contabilizzazione del calore erogato dal riscaldamento centralizzato, si paga solo in base all’effettivo consumo e non hai millesimi. Ad affermarlo è la Cassazione pronunciandosi su una vicenda di un condominio milanese del 2012, ove la ripartizione delle spese era stata effettuata alla stregua dei valori millesimali delle singole unità immobiliari, nonostante vi fosse un sistema di contabilizzazione del calore. Per la Suprema corte, in tale ultimo caso le spese vanno ripartite in base al consumo effettivamente registrato. Corte di Cassazione- sezione II civile – sentenza 4 novembre 2019 n. 28282

RESPONSABILITA’ E RISARCIMENTO

Il titolare della società sportiva risarcisce il bambino travolto mentre era fermo sulla pedana di immissione allo scivolo della piscina da un ragazzo impegnato in un'”acrobazia”. Il gestore deve evitare la presenza di piu di una persona sullo scivolo. Cassazione n. 8060

RESPONSABILITA’ E RISARCIMENTO: danni da emotrasfusione, agli eredi risarcimento parametrato agli anni vissuti. Nel caso di persona già defunta al momento del giudizio, il risarcimento agli eredi, da parte del Ministero della Salute, per il danno da contagio da epatite HCV in conseguenza di emotrasfusione, va liquidato secondo le tabelle milanesi e non applicando un criterio equitativo puro. Tuttavia, il decesso sella parte comporta che ” la valutazione probabilistica connessa all’ipotetica durata della vita del soggetto danneggiato vada sostituita con quella del concreto danno effettivamente prodottosi”, sicché l’ammontare del danno biologico che gli eredi richiedono iure successionis deve essere calcolato “non con riferimento alla durata probabile della vita della vittima, ma alla sua durata effettiva”. Ad affermarlo è la Cassazione che ha accolto in parte il ricorso degli eredi, il cui padre era morto a 84 anni, ovvero oltre l’aspettativa di vita. Per tale motivo la Corte d’appello aveva ritenuto di liquidare con criterio equitativo puro. Ora il giudice del rinvio dovrà adottare “il criterio della proporzione, secondo cui il risarcimento che si sarebbe liquidato a persona vivente sta al numero di anni che questi aveva ancora da vivere secondo le statistiche di mortalità, come il risarcimento da liquidare a persona già defunta sta al numero di anni da questa effettivamente vissuti tra l’infortunio e la morte”. Corte di Cassazione – Sezione III civile – Sentenza 6 maggio 2020 n. 8532

DIRITTO COMUNITARIO E INTERNAZIONALE. Trasporto aereo: agitazione a bordo, il vettore aereo non compensa il ritardo. “Il comportamento molesto di un passeggero che ha fatto si che il comandante dell’aeromobile dirottasse il volo verso un aeroporto diverso da quello di arrivo, al fine di procedere allo sbarco di tale passeggero e dei suoi bagagli, rientra nella nozione di “circostanza eccezionale”, ai sensi dell’art. 5 del Regolamento (CE) n. 261/2004, che esclude la compensazione pecuniaria per la cancellazione o il ritardo prolungato del volo o di quello successivo operato dalla medesima compagnia con il medesimo aeromobile. Ciò vale a meno lo stesso vettore aereo abbia contribuito al verificarsi di tale comportamento o abbia omesso di adottare le misure adeguate in considerazione dei segni precursori di un simile comportamento. La valutazione di quest’ultima circostanza spetta però al giudice di merito. Ad affermarlo è la Corte di giustizia dell’unione europea giudicando sulla richiesta di indennizzo di un passeggero nei confronti di una compagnia aerea portoghese, che si era rifiutata di risarcire un passeggero il cui volo in coincidenza aveva subito un ritardo, causato dal comportamento molesto di un passeggero imbarcato su di un precedente volo con lo stesso aeromobile. Per i giudici europei per sottrarsi all’obbligo di compensazione, la compagnia aerea deve comunque adottare una serie di contromisure tra cui anche quello di assicurare l’imbarco dei passeggeri nel piu’ breve tempo possibile su voli alternativi anche di altre compagnie”. (Corte di giustizia dell’unione europea- Sezione IV – sentenza 11 giugno 2020 causa c 74/19)

RESPONSABILITA’ E RISARCIMENTO: Roma capitale chiamata a risarcire l’incidente per la presenza di un ramo sulla strada. Il Comune di Roma è tenuto a risarcire l’automobilista che, nel percorrere la via Cristoforo Colombo, si è trovato davanti un grosso ramo ed è stato costretto a una manovra di emergenza per evitare l’impatto, andando però a finire contro la recinzione metallica posta al lato della carreggiata. In tale ipotesi per la Suprema corte sussiste il nesso di causalità tra la cosa custodite e il danno verificatosi. (Corte di Cassazione- Sezione III civile – Sentenza 26 maggio 2020 n. 9674)

RESPONSABILITA’ E RISARCIMENTO: Ai fini del danno parentale, è irrilevante che si tratti di fratelli germani o unilaterali.
Secondo la Cassazione, ordinanza 5 novembre 2020, n. 24689, il vincolo di sangue non è un elemento imprescindibile ai fini del riconoscimento del danno da lesione del rapporto parentale, dovendo esso essere riconosciuto in relazione a qualsiasi tipo di rapporto che abbia le caratteristiche di una stabile relazione affettiva, indipendentemente dalla circostanza che il rapporto sia intrattenuto con un parente di sangue o con un soggetto che non sia legato da un vincolo di consanguineità naturale, ma che ha con il danneggiato analoga relazione di affetto, di consuetudine di vita e di abitudini, e che infonda nel danneggiato quel sentimento di protezione e di sicurezza insito, riferendosi alla presente fattispecie, nel rapporto padre figlio.
Cassazione civile, sez. III, ordinanza 5 novembre 2020, n. 24689

RISARCIMENTO DANNI: la colpa del danneggiato non è sufficiente a provare il caso fortuito. In ambito di responsabilità da cose in custodia, ex art. 2051 c.c., nel caso di caduta di pedone in una buca stradale non risulta predicabile la ricorrenza del caso fortuito a fronte del mero accertamento di una condotta colposa della vittima (la quale potrà invece assumere rilevanza, ai fini della riduzione o dell’esclusione del risarcimento, ai sensi dell’art. 1227, commi 1 e 2, c.c.), richiedendosi, per l’integrazione del fortuito, che detta condotta presenti anche caratteri di imprevedibilità ed eccezionalità tali da interrompere il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno. A confermarlo è la Cassazione con sentenza 20 novembre 2020, n. 26524.

RISARCIMENTO DANNI: nel caso di caduta da una buca, è l’ente pubblico che deve dare prova di responsabilità della signora. In materia di danni cagionati da cose in custodia, il custode è tenuto ad adottare tutte le misure idonee a prevenire e impedire la produzione di danni a terzi, con lo sforzo adeguato alla natura, alla funzione della cosa e alle circostanze del caso concreto. Su di esso incombe la prova liberatoria del caso fortuito, consistente nella dimostrazione che il danno si è verificato in modo non prevedibile né superabile con lo sforzo diligente adeguato alle concrete circostanze del caso, che può essere integrato anche dal comportamento dello stesso danneggiato. nel caso di specie, avente a oggetto la richiesta risarcitoria di una signora per i danni riportati a seguito di una caduta causata da una buca del marciapiede nel centro di Roma, la Corte d’Appello, contrariamente al giudice di primo grado, ha ritenuto non provata, da parte dell’ente pubblico, la prova del caso fortuito, ovvero che la caduta fosse da attribuirsi alla responsabilità della stessa signora. Corte d’Appello di Roma, sezione I civile, sentenza 13 – 18 maggio 2020 n. 2378.

RESPONSABILITA’ E RISARCIMENTO: la scuola è responsabile anche se il danno è causato da altro alunno. In tema di responsabilità civile dei maestri e dei precettori, per superare la presunzione di responsabilità che, ai sensi dell’articolo 2048 del Cc., grava sull’insegnate per il fatto illecito dell’allievo, non è sufficiente la sola dimostrazione di non essere stato in grado di spiegare un intervento correttivo o repressivo, dopo l’inizio della serie causale sfociante nella produzione del danno, ma è necessario anche dimostrare di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure disciplinari e organizzative idonee ad evitare il sorgere di una situazione di pericolo favorevole al determinarsi di tale serie causale. Nella fattispecie, avente ad oggetto la caduta di una studentessa di una scuola media durante l’ora di educazione fisica, il Tribunale ha ritenuto il sinistro frutto della condotta illecita di altra alunna, affermando di conseguenza la responsabilità del personale docente che non aveva adeguatamente istruito i ragazzi sulla corretta distanza da tenere, con condanna del Ministero dell’istruzione al risarcimento danni. Tribunale di Trieste, sezione civile, sentenza 8 maggio – 13 maggio 2020 n. 243.

REATI FISCALI: occorre la consapevolezza del superamento della soglia di punibilità. Nel pronunciarsi in merito al reato di omessa dichiarazione di cui all’art. 5 D.Lgs. 74/2000, la Suprema Corte conferma l’orientamento giurisprudenziale espresso sino ad oggi in senso maggioritario circa la natura giuridica di elemento costitutivo del reato delle soglie di punibilità previste dalle fattispecie penali fiscali, Il corollario che se ne trae, ricorda la Corte, concerne la imprescindibilità – al fine di addivenire ad una pronuncia di condanna – di un accertamento circa la consapevolezza dell’agente di superare con la propria condotta di evasione gli importi previsti dalle norme, rilevando evidentemente in senso scriminante, in ipotesi, documentati errori di calcolo dell’imposta evasa. La qualificazione delle soglie di punibilità, previste dal legislatore al fine di riservare l’intervento penale agli illeciti maggiormente lesivi degli interessi economici dello Stato, nel senso considerato sottende una concezione degli illeciti in questione come reati di danno e non già di mero pericolo, dovendo individuarsi il bene giuridico tutelato nel patrimonio pubblico, la cui lesione deve necessariamente riflettersi – nella misura imposta dalle soglie- nella rappresentazione e volizione del contribuente. Non è consentito, pertanto, imputare oggettivamente all’agente i superamenti dell’imposta evasa previsti per la consumazione dell’illecito, come in passato parte della giurisprudenza di legittimità aveva argomentato optando per la natura di condizione estrinseca di punibilità di tali elementi, essendo al contrario richiesta la prova della sussistenza del dolo anche rispetto a tale profilo. Cass. pen. Sez. III, 28.11.2019 n. 9959

RESPONSABILITA’ CIVILE: danni provocati da acque provenienti da strada sovrastante? Il comune risponde ex art. 2043 c.c.
Secondo la Cassazione, ordinanza 24 marzo 2021, n. 8272, ove dalla esecuzione dell’opera predetta derivi un’alterazione del deflusso delle acque che rechi danno alle colture di un fondo, il proprietario del medesimo è legittimato alla generale azione risarcitoria ex art. 2043 c.c., per il ristoro del danno, eventualmente comprensivo dell’esborso per l’esecuzione di opere necessarie ad evitarne la reiterazione.
Cassazione 24.03.2021 n. 8272

RESPONSABILITA’ CIVILE : danni da cose in custodia. Bimbo inciampa nella piscina di un albergo: il caso fortuito va inteso in senso oggettivo. Il caso fortuito, il quale può essere rappresentato da fatto naturale o del terzo, o dalla stessa condotta del danneggiato, è connotato da imprevedibilità ed inevitabilità, da intendersi però da un punto di vista oggettivo e della regolarità causale (o della causalità adeguata), senza alcuna rilevanza della diligenza o meno del custode. Cass. civ. Sez. VI – 3, Ord., (ud. 18-02-2021) 24-03-2021, n. 8216

RESPONSABILITA’ CIVILE: finché dura la malattia permane l’invalidità temporanea. Ai fini della liquidazione del danno da invalidità temporanea, laddove il danneggiato si sia dovuto sottoporre a periodi di cure, necessarie per conservare o ridurre il grado di invalidità residuato al fatto dannoso e/o impedire il suo aumento, gli va riconosciuto un danno da inabilità temporanea totale e parziale per tali periodi, inteso come privazione della capacità psico-fisica, in corrispondenza di ciascun periodo e in proporzione al grado effettivo di inabilità sofferto. Corte di Cassazione, ordinanza 12 marzo 2021, n. 7126.

RISARCIMENTO DANNI: sì al risarcimento a favore del Condominio danneggiato da scavi di una galleria. Le attività edilizie di trasformazione, rivolgimento, sbancamento, spostamento di grandi masse terrose, escavazione in profondità e perforazione di versanti montuosi rientrano nel novero delle attività pericolose, in quanto intrinsecamente caratterizzate da una rilevante possibilità del verificarsi di un danno a terzi. A stabilirlo è il Tribunale di Sondrio, sentenza n. 10 del 14 gennaio 2021, chiamato a pronunciarsi in materia di risarcimento danni conseguenti ad un dissesto “statico” e “strutturale” di un edificio condominiale. Tribunale di Sondrio, sentenza 14 gennaio 2021, n. 10.

RISARCIMENTO DANNI: proprietario non responsabile se l’inquilino lasciando aperto  un rubinetto provoca un allagamento. Con riferimento ai danni da cose in custodia, ai fini della configurabilità della responsabilità ex art. 2051 c.c., è sufficiente la sussistenza del rapporto di custodia con la cosa che ha dato luogo all’evento lesivo, rapporto che postula l’effettivo potere sulla cosa, e cioè la disponibilità giuridica e materiale della stessa che comporti il potere-dovere di intervento su di essa, e che compete al proprietario. Tuttavia, nell’ipotesi in cui sia configurabile un’azione del conduttore idonea a esonerare il locatore da responsabilità, in quanto integrante il fatto del terzo ex art. 2051 c.c., poiché l’evento lesivo va ricondotto unicamente a una condotta autonoma, eccezionale, imprevedibile e inevitabile, dotata di efficacia causale esclusiva nella produzione dell’evento lesivo, senza che alcuna censura possa muoversi alla condotta del proprietario, non si configura alcuna ipotesi di responsabilità solidale tra il proprietario e il conduttore e alcuna responsabilità esclusiva del proprietario. È quanto si legge nella sentenza della Corte d’Appello di Salerno del 30 giugno 2020 n. 801.Corte d’Appello di Salerno, sez. II, sentenza 30 giugno 2020 n. 801.

RISARCIMENTO DANNI: il bullo minorenne risponde del danno insieme ai genitori. Il Tribunale di Sondrio, sentenza n. 63 del 3 marzo 2021, ha accolto la domanda risarcitoria avanzata dalla vittima di atti di bullismo nei confronti dell’autore degli illeciti, ormai maggiorenne, e dei genitori di quest’ultimo. Nella circostanza il bullo, resosi autore – quando era ancora minorenne – di quattro distinti episodi delittuosi perpetrati in danno dell’attore, tutti astrattamente configurabili come illecito penale, è stato condannato a rispondere personalmente dei fatti addebitatigli ai sensi dell’art. 2043 del Codice Civile. In via solidale, peraltro, il giudice di merito ha altresì condannato i genitori del bullo per non avere assolto adeguatamente agli obblighi educativi nei confronti del figlio minore, dettati dall’art. 2048 del Codice Civile. Ai fini risarcitori, nella valutazione dei danni non patrimoniali subiti dall’attore, il Tribunale ha tenuto in considerazione anche l’intensità del dolo, la reiterazione delle condotte poste in essere dal convenuto e la reazione avuta dalla vittima.Tribunale di Sondrio, sentenza 3 marzo 2021, n. 63.




http://www.torinoggi.it/2018/04/10/leggi-notizia/articolo/borgo-campidoglio-rimandato-all8-maggio-lo-sfratto-di-ahmed.html